Paolo Borsellino

Paolo Borsellino

A pochi mesi dall'attentato dell'altro giudice antimafia Giovanni Falcone, il 19 luglio 1992 a Palermo perse la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta, gli agenti Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo.
Una macchina imbottita di tritolo esplose in Via d'Amelio, strada in cui viveva la madre di Borsellino.
A detta degli agenti di scorta via d'Amelio era una strada pericolosa, tanto che era stato anche chiesto di mettere una zona di rimozione davanti alla casa: la richiesta però non fu accolta dal comune di Palermo, nonostante il giudice sapesse di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per lui.
Paolo Borsellino, proveniente da una famiglia di destra, nel 1959 si iscrisse al FUAN, acronimo di Fronte Universitario di Azione Nazionale (organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, di cui rappresentava il ramo studentesco-universitario).
Membro dell'esecutivo provinciale, delegato al congresso provinciale, viene eletto come rappresentante studentesco nella lista del FUAN "Fanalino". Nelle elezioni presidenziali del 1992, il MSI votò per Paolo Borsellino come presidente della Repubblica nel corso dell'XI scrutinio.

Boicotta i giochi olimpici comunisti

Sunday, March 16, 2008 - 20:49:02 by o6n

boycott_communist_olympics.png inserisci nel tuo sito questo codice:

<a href="http://www.boycottmadeinchina.org" title="Boycott Communist Olympics"><img src="http://www.o6n.altervista.org/fp-content/images/boycott_communist_olympics_120x60.png" alt="Boycott Communist Olympics" /></a>

Rubare è legale

Friday, February 15, 2008 - 16:22:36 by o6n


Faccia di merda e soci verranno processati!

Wednesday, July 11, 2007 - 12:00:50 by o6n

faccia_di_merda.jpg Le accuse vanno dall’associazione per delinquere alla frode in competizioni sportive.

L’accusa di associazione a delinquere è stata formulata a carico di Luciano Moggi direttore generale della Juventus, amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto, Tullio Lanese, Massimo De Santis, Maria Grazia Fazi, Gennaro Mazzei, Francesco Ghirelli, Duccio Baglioni, Ignazio Scardina, Mariano Fabiani, Marco Gabriele, Tiziano Pieri e Marcello Ambrosino.

Sono 29 gli incontri del campionato di serie A della stagione 2004-2005 per i quali i magistrati hanno ravvisato la frode in competizione sportiva.

Nell'elenco parti offese figurano il ministero dell'Economia e delle Finanze, il ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive, i monopoli di Stato, il Coni, la Figc, la Lega Nazionale Professionisti, la Rai, l'Atalanta, il Bologna, il Brescia, il Cagliari, il Chievo, il Lecce, il Livorno, il Palermo, il Parma, la Roma, la Sampdoria, il Siena, l'Udinese e la Salernitana.

L’elenco degli imputati:
Marcello Ambrosino, Duccio Baglioni, Paolo Bergamo, Paolo Bertini, Franco Carraro, Stefano Cassarà, Enrico Ceniccola, Antonio Dattilo, Massimo De Santis, Andrea Della Valle (presidente della Fiorentina), Diego Della Valle (Fiorentina), Paolo Dondarini, Mariano Fabiani, Maria Grazia Fazi, Giuseppe Foschetti, Pasquale Foti, Marco Gabriele, Silvio Gemignani, Francesco Ghirelli, Antonio Giraudo, Alessandro Griselli, Tullio Lanese, Claudio Lotito (presidente della Lazio), Gennaro Mazzei, Innocenzo Mazzini, Leonardo Meani (dirigente con qualifica "addetto agli arbitri" del Milan), Sandro Mencucci, Domenico Messina, Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Tiziano Pieri, Claudio Puglisi, Salvatore Racalbuto, Gianluca Rocchi, Pasquale Rodomonti, Ignazio Scardina, Stefano Titomanlio.

Per quanto riguarda il processo Gea la prossima udienza si terrà il 29 dicembre.
Il collegio ha deciso: testimonieranno 400 tra dirigenti, presidenti, calciatori, allenatori e procuratori fra i quali Massimo Moratti (presidente Inter), Adriano Galliani (vice-presidente vicario del Milan), Fabio Capello (ex-allenatore Juventus), Marcello Lippi (ex-allenatore Juventus), Pavel Nedved (giocatore Juventus), Fabio Cannavaro (ex-giocatore Juventus) e Alessandro Del Piero (giocatore Juventus).
Sotto processo con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, ci sono, Zavaglia, Luciano e Alessandro Moggi (figlio di Luciano), Davide Lippi (figlio di Marcello Lippi), Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo.
Su un foglietto ritrovato sulla scrivania di Zavaglia c'è scritto: «E' bene dire ai nostri collaboratori di non minacciare nessuno come già avvenuto in passato».
Si tratta di un elemento chiave del processo.

Roma campione d’Italia 2005-2006 e 2006-2007

Friday, June 22, 2007 - 01:55:28 by o6n

scudetto.png Come si legge in queste ore sulla rete sia l'inter che il milan sono sotto inchiesta per delle plusvalenze false.
L'inter senza le plusvalenze false non avrebbe superato i parametri richiesti per l'iscrizione al campionato 2004-2005 e 2005-2006 la società nerazzurra sarà retrocessa in serie B e lo scudetto verrà assegnato alla prima classificata dei campionati incriminati.
Il milan anche quest'anno non si fa mancare nulla, già graziata lo scorso anno con un comica riammissione in seria A dopo lo scandalo juventpoli, rischia di nuovo una retrocessione.
Ecco le nuove classifiche per i campionati di serie A:

Classifica finale seria A 2006-07 prima classificata la Roma con 75

Classifica finale seria A 2005-06 prima classificata la Roma con 69

...ecco perchè la solo la Roma è magica in un anno ha vinto 2 scudetti!

milano merda

Friday, May 18, 2007 - 17:08:13 by o6n

Ecco le foto del ragazzo disabile aggredito nella tribuna dello stadio meazza da quelle merde dei tifosi interisti

incidenti-milano.jpg

aggressione.jpg

la caccia al milanese è aperta!

Così la Juventus pagava gli arbitri

Sunday, May 13, 2007 - 19:29:06 by o6n

Due premesse. La prima: "Tutto quello che dirò è documentato e dimostrabile".
La seconda: "Sono in causa con la Juve davanti al tribunale del lavoro di Torino. Ho cominciato a lavorare con Boniperti nel 1984. Un uomo eccezionale. Poi nel settembre del 2005, dopo che già da tempo i miei rapporti con Giraudo erano degenerati, sono stato costretto a lasciare la società".
Parla Maurizio Capobianco, ex dirigente di Juventus.

Spiega Capobianco come gli arbitri "venivano ripagati" da Moggi ed altri dirigenti della Juventus: "Solo agli inizi del 2005 sono venuto a conoscenza di almeno quattro casi in cui la Juve ha fatto arrivare beni di ingente valore a due arbitri italiani, a un esponente della Figc, e a uno della Covisoc".
Ecco l'intervista rilasciata al giornalista di Repubblica.

Beni di ingente valore?
"Beni facilmente monetizzabili che venivano consegnati per il tramite di società terze a soggetti terzi. Terzi legati agli arbitri da rapporti di parentela".

Si tratta di affermazioni pesanti, se ne rende conto?
"Sono tutte cose che, all'occorrenza, posso dimostrare".

A quando risalgono i casi in questione?
"Risalgono agli inizi della gestione Giraudo-Moggi nell'anno '95".

Chi sono questi arbitri?
"Questo non ho intenzione di dirlo, al momento".

Quanto ingenti erano questi beni monetizzabili?
"20-25 milioni di lire, per ogni "gratificazione"".

Dalle intercettazioni è emerso che Bergamo e Pairetto erano in ottimi rapporti con la Juve.
"Bergamo non so, Pairetto era di casa alla Juve".

Quei "beni" erano destinati a loro?
"Non ho intenzione di dire di più, ora. La mia intenzione è solo quella di dare un contributo di verità a tutta questa storia. Però per quanto riguarda Pairetto una cosa le posso dire: nel 2000 proprio lui tirò fuori la storia dei Rolex della Roma. Beh: pochi mesi prima, nell'ottobre del 1999, ricevette dalla Juve una moto che, in seguito, non mi pare si sia premurato di restituire".

Perché si è deciso a raccontare queste cose proprio adesso?
"Perché prima di Calciopoli quello che vedevo erano i frammenti di una vicenda che ha acquistato senso compiuto solamente dopo. Solo ora mi rendo conto di come hanno rovinato una società con una storia di oltre cento anni, con la complicità di arbitri, giornalisti, e istituzioni".

Cominciamo dai giornalisti?
"Sulla questione giornalisti la Juve aveva consulenze molto ricche con società vicine ad alcuni di loro. Almeno in un caso, a inizio stagione si stipulava un contratto per studiare dei progetti di comunicazione. Poi a giugno, se la Juve aveva vinto lo scudetto, la società decideva di realizzare quei progetti e pagava il premio alla società di comodo: i progetti, ovviamente, non vedevano mai la luce".

Un premio scudetto ai giornalisti. E sulla società Juve le inchieste hanno raccontato tutto?
"Quasi. Della Semana srl, la società voluta fortemente nel luglio 2003 da Giraudo e partecipata dalla Juve per il 30 per cento, si è parlato poco".

Cosa si poteva dire?
"Che attraverso la Semana, Moggi e Giraudo, in violazione della legge Pisanu, finanziavano indirettamente le curve. Nei bilanci ci sono fatture da decine di migliaia di euro a gara per l'acquisto di coreografie, striscioni e quant'altro".

A cosa serve la Semana?
"Gestisce tutte le attività che ruotano attorno allo stadio e agli impianti. Cosa che, almeno fino a quando c'ero io, ovvero marzo 2006, faceva a prezzi maggiorati del 20%, così come il contratto oltremodo oneroso stipulato con Juventus prevedeva. Va detto che la Semana è per il 30 per cento della Juve, per l'altro 70 di una ragnatela di fiduciarie che portano a Giraudo".

Che però adesso non ha più nulla a che vedere con la Juventus.
"Che mi risulti Semana è sempre operativa, Giraudo ha ancora il 2 per cento della Juve e questo fa di lui uno degli maggiori azionisti bianconeri. C'è ancora Bettega, è consulente: io me lo ricordo Bettega in società, partecipava a tutte le riunioni con Moggi e Giraudo. Oggi decide tutto Secco (Alessio, direttore sportivo, ndr) che in passato non ha mai mosso un dito senza il consenso di Moggi. Il direttore del personale Sorbone è lo stesso. Renato Opezzi (ad di Semana e procuratore della Juventus, ndr), è da sempre il braccio destro di Giraudo. Il direttore finanziario Michele Bergero e il direttore marketing Fassone (ex guardalinee Aia, ndr) sono sempre lì. La nuova Juve di Cobolli, la chiamano... Ma se si sono tenuti persino Bertolini".

Bertolini, quello che andava in Svizzera a comprare le sim per Moggi?
"Sì. È ancora lì. Fa l'osservatore ufficiale con tanto di presentazione nell'ottobre 2006 sul sito internet Juventus. Ma dico: è implicato con uno degli scandali peggiori della storia del nostro calcio e noi ce lo teniamo..."

Non si è mai accorto della rete svizzera di Moggi?
"Solo frammenti... Una volta viene da me la signora Gastaldo, ex-dirigente amministrativa e mi dice: "Questo Bertolini, ma che ci fa con tutte 'ste schede svizzere?"... Era disperata perché Bertolini quando riceveva l'ordine da Moggi andava da lei, prendeva tre-quattro mila euro in contanti e se ne andava in Svizzera. E così rimaneva un buco nella cassa. E la signora Gastaldo (in società fino al 2005, ndr), che è una persona molto seria e pignola, un paio di volte ricordo che mi chiese di vendere a privati degli orologi e dei preziosi della società per colmare il buco creato".

Sembra esserci un rapporto strano tra gli orologi e la Juventus...
"In dieci anni ho visto entrare centinaia e centinaia di orologi delle marche più prestigiose: Jaeger Le Coltre, Franck Muller, Cartier, Girard Perregaux, Bulgari. La destinazione degli stessi, a parte quelli che finivano ai soliti giornalisti amici (oltre che a giocatori e staff), sono segreti custoditi da Giraudo e dalla Gastaldo che ne teneva la contabilità".

Parliamo delle complicità. Fabiani, il ds del Messina che tirava le fila del mondo arbitrale insieme a Moggi, l'ha mai visto?
"Era di casa anche lui. Era così in confidenza con Moggi che all'inizio pensavo fossero parenti. Quando arrivava a Torino si prendeva gli uffici del settore giovanile e quelli diventavano i suoi uffici anche per giorni. La Juventus gli ha addirittura regalato una macchina".

Le istituzioni.
"Moggi e Giraudo in Figc facevano quello che volevano. Io rimasi molto colpito da come venne coperto un caso di positività alla cannabis di un giocatore. Lo scoprì l'Uefa, '97. Lo comunicò alla Figc e finì tutto lì".

La Gea.
"Ricordo che un caso che mi segnalò la signora Gastaldo. Nel dicembre 2004 si è coperta una provvigione liquidandola con un contratto di consulenza a una società di comodo. La fattura da 250.000 euro era intestata a una cooperativa romana di giornalisti dietro la quale, a dire della Gastaldo, c'era la Gea".

Si rende conto che questa intervista a Torino rischia di renderla impopolare?
"I primi dieci anni alla Juventus sono stati i dieci anni più belli della mia vita professionale. Penso che il mio contributo di verità sia dovuto".