Paolo Borsellino

Paolo Borsellino

A pochi mesi dall'attentato dell'altro giudice antimafia Giovanni Falcone, il 19 luglio 1992 a Palermo perse la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta, gli agenti Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo.
Una macchina imbottita di tritolo esplose in Via d'Amelio, strada in cui viveva la madre di Borsellino.
A detta degli agenti di scorta via d'Amelio era una strada pericolosa, tanto che era stato anche chiesto di mettere una zona di rimozione davanti alla casa: la richiesta però non fu accolta dal comune di Palermo, nonostante il giudice sapesse di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per lui.
Paolo Borsellino, proveniente da una famiglia di destra, nel 1959 si iscrisse al FUAN, acronimo di Fronte Universitario di Azione Nazionale (organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, di cui rappresentava il ramo studentesco-universitario).
Membro dell'esecutivo provinciale, delegato al congresso provinciale, viene eletto come rappresentante studentesco nella lista del FUAN "Fanalino". Nelle elezioni presidenziali del 1992, il MSI votò per Paolo Borsellino come presidente della Repubblica nel corso dell'XI scrutinio.